I banchetti di Vatel: sfarzo e potere


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I banchetti di Vatel: sfarzo e potere

STORIE, INFORMAZIONI E CURIOSITA’ SUI BANCHETTI RINASCIMENTALI, SFARZOSO STRUMENTO DI POTERE DELLE CLASSI PIU’ AGIATE.

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in dall’antichità, le persone ricche e influenti sono solite organizzare banchetti tanto più fastosi quanto maggiore è il desiderio di impressionare i propri ospiti e guadagnare il loro rispetto. Ciò dimostra che il cibo può essere utilizzato come efficace strumento per affermare l’appartenenza alla classe sociale dominante. Uno dei personaggi più interessanti da questo punto vista è sicuramente Francois Vatel, cuoco e maestro di cerimonie: nel Seicento fu tra i più abili artefici di strabilianti ‘spettacoli culinari’. Grazie ad essi l’elite del tempo diede sfoggio di tutto il suo potere.


I banchetti di Vatel: sfarzo e potere (img-13, img-14)

I grandiosi banchetti del Rinascimento e del Barocco.

'Autunno', Arcimboldo (img-04)

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n Europa, durante il periodo rinascimentale e barocco, i banchetti raggiunsero livelli di splendore e complessità tali da assomigliare a vere e proprie rappresentazioni teatrali, nella convinzione che le raffinate prelibatezze servite, se inserite nel giusto contesto, potessero esprimere ulteriore sapore, donando ai commensali sensazioni uniche ed irripetibili.
Coreografie a tema ospitarono messe in scena tanto articolate da necessitare di una vera e propria regia. Al maestro di cerimonie venne affidato il difficile compito di valutare i giusti tempi di incastro tra portate, musiche, danze, vini e sorprendenti effetti speciali. Molti tra i più celebri artisti e scienziati del tempo furono ingaggiati per realizzare opere d’arte e macchinari di tale magnificenza da stupire gli ospiti. La committenza, composta in gran parte dai più ricchi rappresentanti della nobiltà, non badò a spese per mettersi in mostra e celebrare se stessa.


I giardini del castello di Vaux-le-Vicomte, di T.H.Sadeness (img-15)

Vatel: molto più di un cuoco.

Natura morta con formaggi, mandorle e pretzels (img-05)

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rancois Vatel spese gran parte della sua vita al servizio della più ricca nobiltà di Francia. L’essere un grande cuoco, spesso non gli fu sufficiente: i suoi datori di lavoro erano persone annoiate e capricciose, desiderose di stimoli sempre nuovi. Il cibo, seppur squisito, rischiava di apparire banale e lasciarli insoddisfatti: fu quindi costretto a trascendere il proprio ruolo, diventando regista di un complesso meccanismo in grado di trasformare il semplice atto del mangiare in un’esperienza unica. I suoi banchetti dovevano infondere sensazioni di stupore ed ammirazione in chi vi partecipava. Per ottenere questo effetto, come in un orologio di precisione, era necessario che tutte le singole parti funzionassero al meglio.

Il fallimento non era un’eventualità da poter prendere in esame, cosa che Vatel imparò a proprie spese.


Mercante e banchetto delle verdure (img-10)

Vatel: una vita per la cucina.

Natura morta con formaggi, mandorle e pretzels (img-05)

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a vita di Francois Vatel fu sicuramente molto particolare, vale dunque la pena ricordare alcune tra le vicende più interessanti che la caratterizzarono.

I primi anni.

Le informazioni in merito alla sua nascita sono alquanto incerte e frammentarie, la maggioranza degli storici ipotizza che venne alla luce a Tournai, in Belgio, nel 1631 da una famiglia di origine Svizzera: il suo nome originale era Fritz Karl Watel. All’età di quindici anni, anzicchè seguire le orme del padre operaio, divenne apprendista cuoco e pasticciere, mostrando fin da subito notevoli capacità.

Al servizio di Fouquet.

Ritratto di Nicolas Fouquet (img-06)

In virtù di queste capacità il giovane Francois trovò impiego come assistente nelle cucine di Nicolas Fouquet, sovrintendente alle finanze del Regno di Francia. Un’esperienza fondamentale per la sua formazione, grazie alla quale comprese l’importanza del fattore estetico nella presentazione di un cibo. Le cronache dell’epoca riportano che durante i ricevimenti commissionati dal potente funzionario, spesso le pietanze venivano servite su piatti d’oro, nella convinzione che ciò, oltre a dare lustro al padrone di casa, potesse in qualche modo arricchire il gusto del cibo.

L’inaugurazione del castello di Vaux-le-Vicomte.

Facciata del Castello di Vaux-le-Vicomte, J.P. GRANDMONT (img-16)

Nell’agosto del 1661, Vatel ricevette l’incarico di organizzare la festa di inaugurazione del castello di Vaux-le-Vicomte, alla quale venne invitato persino il re, Luigi XIV. L’evento fu così splendido e riscosse un tale successo da provocare l’invidia del monarca, rovinando del tutto i rapporti già molto tesi con Fouchet: non può dunque meravigliare il fatto che alcuni mesi dopo questi fu arrestato (*1) sotto l’accusa di malversazione. Per ironia della sorte il giovane cuoco perse l’impiego proprio a causa della sua bravura. Inoltre, temendo di essere coinvolto nella vicenda, fu costretto a scappare in Inghilterra.

Al servizio del principe di Condè.

I timori di Vatel si dimostrano infondati, i suoi meriti erano stati infatti notati a corte: fu quindi in grado di tornare in Francia e nel 1633 venne assunto dal Principe di Condè in veste di ‘contrôleur général de la Bouche’ (responsabile della ristorazione), presso il Castello di Chantilly. Grazie a passione ed abnegazione, divenne ben presto il punto di riferimento nell’organizzazione dei sontuosi banchetti che il Principe teneva con grande frequenza.

Note:
*1: L’arresto fu portato a termine da D’Artagnan, personaggio storico realmente esistito e reso celebre da Alexandre Dumas nel romanzo ‘I Tre Moschettieri’.


Castello di Chantilly, XVIII sec. (img-07)

L’ultimo banchetto di Vatel.

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ome già anticipato in un precedente paragrafo, i banchetti del periodo rinascimentale e barocco erano vere e proprie macchine, tanto incredibili quanto complesse. Fu proprio il temporaneo ‘inceppamento’ di una di esse a causare la morte prematura di Vatel.

Ritratto del Principe di Condé, 'Le Grand Condé' (img-08)

La storia ci tramanda che nel 1671 il Principe di Condè, per tornare nelle grazie di Luigi XIV (‘Re Sole’), decise di organizzare un evento senza precedenti presso il castello di Chantilly (*1). Oltre al monarca, fu invitata gran parte della sua corte di Versailles. Per tre giorni e tre notti, dal 23 al 25 di Aprile (da giovedì a sabato), centinaia di cortigiani dovevano essere ospitati e intrattenuti ai massimi livelli: un’opera mastodontica, per la cui riuscita occorreva che tutto fosse perfetto. Il Principe investì un’enorme capitale in un evento da cui dipendeva il suo stesso futuro: per organizzarlo si affidò a Vatel, sulle cui spalle, come è facile immaginare, gravò fin da subito un’enorme responsabilità.

Natura morta con granchio, gamberi e aragosta (img-09)

Nel corso dei sontuosi banchetti, vero e proprio cuore dei festeggiamenti, furono serviti cibi raffinatissimi, accompagnati da spettacoli, musica e stupefacenti trovate ad effetto. A parte piccoli inconvenienti, molti dei quali non imputabili a Vatel (*2), tutto sembrò andare per il meglio fino a quando, a causa di problemi nel trasporto, il pesce destinato alla cena di Venerdì 24, giorno di Quaresima, tardò ad arrivare. Si trattò della goccia che fece traboccare il vaso: il povero Francois, stressato da lunghe notti insonni e dall’eccessiva mole di lavoro, cadde in un profondo stato di depressione. Considerando il suo onore irrimediabilmente compromesso, si recò nella sua stanza, fissò una spada alla porta e si uccise trafiggendosi. Per uno strano scherzo del destino, pochi minuti dopo il pesce tanto atteso finalmente arrivò.
La notizia della sua morte fu tenuta nascosta agli ospiti per non turbarli ed il banchetto ottenne infine un grande successo. Il Principe riuscì quindi nel suo intento di ottenere il favore di Luigi XIV.

L’opera di Vatel, oltre a dimostrare che il cibo può essere impiegato come efficace strumento di potere, aiuta a comprendere lo spirito di un periodo storico che trova nei fastosi banchetti una delle sue manifestazioni più appariscenti.

Note:
*1: Il castello, appena finito di ristrutturare, si mostrò in quei giorni in tutta la sua gloria.
*2: Ad esempio, pare che gli ospiti non furono in grado di ammirare un costoso spettacolo pirotecnico a causa della nebbia.


Castello di Chantilly, di Jebulon (img-17)

I luoghi di Vatel.

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pprofondendo le vicende che caratterizzarono maggiormente la vita e l’opera di Francois Vatel, emerge chiaramente che alcuni luoghi rivestirono una particolare importanza per il grande cuoco: su tutti, due magnifici castelli, entrambi situati nel nord della Francia, non molto distanti da Parigi.


Castello di Vaux-le-Vicomte, Eric Pouhier (img-20) Castello di Vaux-le-Vicomte, Eric Pouhier (img-20)

Il castello di Vaux-le-Vicomte.

Il castello è situato a una cinquantina di chilometri a sud di Parigi, nella regione dell’Ile-De-France. Nicolas Fouchet, potente funzionario di Luigi XIV, ordinò la sua costruzione, affidando l’incarico agli stessi professionisti che, anni dopo, avrebbero realizzato il famoso Palazzo di Versailles. In cinque anni questi edificarono un vero e proprio gioiello, circondato dal più bel giardino alla francese del tempo. Fu proprio questo giardino a ospitare nel 1661 la festa di inaugurazione, la cui organizzazione venne affidata a Vatel. L’evento fu così splendido da attirare l’invidia di molti, soprattutto quella del Re: un sentimento che qualche tempo dopo avrebbe portato Fouchet alla rovina.


Castello di Chantilly (img-03) Castello di Chantilly (img-03)

Il castello di Chantilly.

Il castello fu costruito sul terreno dove, intorno all’anno mille, sorgeva una fortezza medioevale. I lavori per la realizzazione del nuovo edificio iniziarono nel 1386 e terminarono nel 1394. Nel corso dei secoli la struttura fu ammodernata più volte. Nel 1664 diventò la dimora del Principe di Condè: il nobiluomo, intenzionato a superare la bellezza di Versailles, arricchì il suo parco di laghetti, fontane e giardini. Qualche anno dopo, nel 1671, questo splendido contesto ospitò l’indimenticabile banchetto organizzato da Vatel. Durante la Rivoluzione Francese il castello venne distrutto. Fu quindi riedificato nel 1882 per volere del Duca di Aumale.


Natura morta (img-11)

Leon Battista Alberti (img-01)

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Vatel e la crema Chantilly.

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a Crema Chantilly è fatta con panna montata, spesso zuccherata ed aromatizzata. La sua invenzione è frequentemente attribuita a Vatel: molti sostengono che il cuoco la preparò per la prima volta nel 1671, in occasione di festeggiamenti commissionati dal Principe di Condè presso il Castello di Chantilly (*1). In realtà la ricetta originale potrebbe essere molto più antica: testimonianze scritte ne fanno risalire le origini ad almeno un secolo prima, periodo in cui veniva chiamata ‘neve di latte’ (‘neige de lait’).

Nota:
*1: Luogo da cui questa delizia prenderebbe il nome.

Musica barocca per Vatel.

La musica di Morricone, Handel e Monteverdi per accompagnare la lettura di questo articolo:

Nota: registrarsi a Spotify così da poter ascoltare i brani per intero.

Gli ‘effetti speciali’ di Leonardo.

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urante il periodo rinascimentale e barocco numerosi artisti e scienziati prestarono la propria opera per trasformare i banchetti della nobiltà più facoltosa in esperienze uniche. Nel 1490, Leonardo da Vinci realizzò un’incredibile scenografia a tema mitologico in occasione delle celebrazioni di nozze tra Isabella d’Aragona (*1) e Gian Galeazzo Sforza. Incredibili effetti speciali, frutto delle sue scoperte scientifiche, lasciarono a bocca aperta i fortunati invitati a quella che è ancora oggi ricordata come la ‘Festa del Paradiso’.

Nota:
*1: Secondo recenti studi, Leonardo si ispirò a questa nobildonna nel dipingere la famosa Gioconda.

La tomba di Vatel.

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onostante il suicidio costituisse una grave peccato per la chiesa, il corpo di Vatel fu inumato nel cimitero del comune di Vineuil Saint Firmin (*1), anzicchè in terra sconsacrata. Sebbene non esistano prove concrete, molti avanzano l’ipotesi che si trattò di una deroga legata all’intercessione del Re di Francia, grande ammiratore del cuoco.

Nota:
*1: Piccolo borgo situato nel nord della Francia.

La saliera di Cellini.

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el 1543 il poliedrico artista italiano Benvenuto Cellini portò a termine per conto di Francesco I (*1) una saliera. La scultura, sebbene di ridotte dimensioni, è annoverata tra le sue opere più importanti. Realizzata in oro, smalto ed avorio, ritrae due figure poste una di fronte all’altra: un uomo armato di tridente (forse Nettuno), simbolo del mare, e una bellissima donna, simbolo della terra.

La Saliera di Cellini, un oggetto splendido nato per adornare la tavola di un Re, riassume lo spirito dei banchetti rinascimentali.

Nota:
*1: Francesco I, Re di Francia.

Vatel, il film.

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el 2000 Roland Joffé diresse ‘Vatel’, un film che descrive gli ultimi giorni di vita del famoso cuoco francese (*1). L’opera rappresenta con grande efficacia lo sfarzo dei banchetti rinascimentali e delle persone che partecipavano ad essi.

Nota:
*1: Magistralmente interpretato dal famoso attore Gerard Depardieu.




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img-03 (**) – Castello di Chantilly, foto del 2005, immagine appartenente a Patik / Ellsass (Wikipedia Link)
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img-05 (*) – ‘Natura morta con formaggi, mandorle e pretzels’, di C.Peeters, 1615 (Wikipedia Link) {PD-Art} {PD-US}
img-06 (*) – Ritratto di Nicolas Fouquet, Charles Lebrun, 17°sec. (Wikipedia Link) {PD-Art} {PD-US}
img-07 (**) – Castello di Chantilly, XVIII sec., immagine appartenente a Lohen11 (Wikipedia Link) {PD-Art}
img-08 (*) – Ritratto del Principe di Condé, ‘Le Grand Condé’, 17°sec. (Wikipedia Link) {PD-Art} {PD-US}
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img-15 – Vaux-le-Vicomte, panorama, immagine appartenente a Thomas Henz Sadeness (Wikipedia Link)
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img-16 – Vaux-le-Vicomte, facciata, immagine appartenente a Jean-Pol GRANDMONT (Wikipedia Link)
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img-17 – Castello di Chantilly, immagine appartenente a Jebulon (Wikipedia Link)
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img-18 – Saliera, Benvenuto Cellini, immagine appartenente a Jerzy Strzelecki (Wikipedia Link)
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img-19 – Chiesa di Saint-Firmin, immagine appartenente a P.poschadel (Wikipedia Link)
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