Lambrusco: storia, informazioni e curiosità


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Lambrusco: storia, informazioni e curiosità

LA STORIA DEL VINO LAMBRUSCO, INFORMAZIONI E CURIOSITA’. SCOPRIAMO COME SI PRODUCE. PERCEPIAMONE IL FASCINO VISITANDO I SUOI LUOGHI, INCONTRANDO LA SUA GENTE ED ASCOLTANDO LA SUA MUSICA. ASSAPORIAMONE IL GUSTO PIU’ AUTENTICO GRAZIE AL CONSORZIO DEI PRODUTTORI PIU’ TRADIZIONALI.

Il Lambrusco è senza dubbio uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati nel mondo. Le sue origini affondano in un lontano passato e sono legate al progressivo sviluppo di vitigni che crescono in un’area compresa tra Emilia-Romagna e Lombardia. In tutti questi anni, questo vino è riuscito ad assorbire ed incorporare non solo gli umori del terreno, ma anche la cultura e lo spirito stesso della gente che da sempre abita in questi luoghi. Assaporiamo dunque il suo gusto più autentico e sveliamone i segreti, aiutati dai suoi produttori più tradizionali, riuniti nel Consorzio Tutela Lambrusco.


Il Lambrusco: un grande vino e lo spirito di un popolo (crt-01)

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Le origini del Lambrusco.

Lambrusco: Plinio, 'Naturalis Historia' (img-01)

Le tipologie di ‘Lambrusco’ attualmente in commercio vantano una tradizione antichissima. La loro nascita è infatti strettamente legata all’evoluzione della vite selvatica (‘vitis silvestris’) e delle uve che da sempre crescono nel territorio corrispondente alle attuali province di Modena, Reggio Emilia, Parma (nella regione Emilia-Romagna) e Mantova (nella regione Lombardia).
Non deve quindi stupire che le prime testimonianze scritte relative a questa pianta ed alla sua addomesticazione per la produzione del vino risalgano all’epoca classica e siano opera di alcuni tra i più celebri letterati del periodo come, ad esempio, Catone (‘De agri cultura’), Varrone (‘Naturalis Historia’), Plinio il Vecchio e Virgilio (*1).
La tecnica produttiva di quello che sarebbe diventato il Lambrusco così come oggi lo conosciamo, si perfezionò nel tempo. Particolarmente prezioso fu, in tal senso, il contributo dei monaci nel corso il Medioevo.

Lambrusco: calice di Lambrusco (crt-01) Gli anni a cavallo tra il ‘600 e il ‘700 si dimostrarono altrettanto importanti, dal momento che venne progressivamente adottato l’uso di bottiglie di vetro molto spesse e quindi in grado di resistere alla pressione dell’anidride carbonica che dona al vino la sua tipica frizzantezza (*2).
Da un punto di vista letterario, impossibile non citare il manoscritto ‘Del Lambrusco Modonese’ (*3), realizzato dall’agronomo Francesco Aggazzotti nel 1863: si tratta infatti di una tra le prime opere volte ad illustrare il ‘prodotto Lambrusco’, partendo dalla selezione dei suoi vitigni, fino ad arrivare alla vinificazione e quindi alla commercializzazione.
Nella seconda metà del ‘900, l’impiego del cosiddetto ‘metodo Martinotti’ generò un notevole incremento nella produzione di questa specialità enologica: ciò portò a un aumento delle esportazioni e a un vero e proprio boom delle vendite, sopratutto negli Stati Uniti.
Oggigiorno si presta una sempre maggiore attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità, puntando alla valorizzazione dell’incredibile versatilità del vino.

Note:
*1: Non a caso, il celebre poeta era originario della zona di Mantova;
*2: Oltre alla bottiglia, grande importanza rivestiva il tappo di sughero che veniva al tempo fissato grazie a uno spago;
*3: Testo dal quale lo stesso Aggazzotti prese spunto per la realizzazione dell’opera ‘Sulla fabbricazione del Vino Lambrusco Modenese’;
*4: Si tratta di un procedimento per realizzare vini spumanti grazie all’uso di grandi autoclavi pressurizzate;


Il Lambrusco, gemma enologica italiana.

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Come si produce il Lambrusco?

Il Lambrusco attualmente in commercio viene prodotto utilizzando principalmente le seguenti metodologie:
Lambrusco: Metodo ‘Martinotti’ per il Lambrusco. Metodo ‘Martinotti’ (o ‘Charmat’): impiegato per produrre sia il Lambrusco frizzante che quello spumante (*1). Questo metodo prevede il travaso del vino in grandi autoclavi pressurizate dove, in seguito all’aggiunta di lieviti selezionati e di zucchero, inizia una seconda fermentazione. Ciò provoca la formazione di anidride carbonica (*3), che viene ‘intrappolata’ nel vino grazie alla pressione delle autoclavi. Successivamente il vino è imbottigliato, la sua effervescenza si conserva grazie a un apposito tappo.
Lambrusco: Metodo ‘Classico’ per il Lambrusco (cc-01) Metodo ‘Classico’ (o ‘Champanoise’): impiegato per produrre il solo Lambrusco spumante. Questo metodo prevede che la seconda fermentazione venga avviata direttamente in bottiglia, grazie all’aggiunta di lieviti selezionati e zuccheri. La nuova fermentazione causa lo sviluppo di anidride carbonica che, imprigionata nelle bottiglia stessa, produce un forte incremento della pressione interna.

Note:
*1: La differenza principale tra le due tipologie risiede nella rispettiva ‘sovrapressione’ minima. Nel vino spumante questa è di 3bar, mentre nel vino frizzante può essere compresa tra 1 e 2,5 bar;
*2: Fermentazione a temperatura controllata;
*3: La presenza di anidride carbonica si esprime visivamente grazie alle ‘bollicine’;


Lambrusco: uva ed effervescenza (crt-01)

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Solo le bevande più tipiche e i produttori storici.

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Le tipologie del Lambrusco.

Lambrusco: le tipologie del Lambrusco (crt-01)

Il Lambrusco o, come sarebbe meglio dire, i ‘Lambruschi’, non sono tutti uguali. A tal proposito, è fondamentale premettere che sia i vitigni utilizzati nella produzione del vino, sia i territori in cui questi si sviluppano, rappresentano fattori che incidono profondamente sul suo gusto ed aspetto.
Più in generale, il Lambrusco si può classificare nelle seguenti tipologie:
Lambrusco frizzante o spumante: la principale differenza tra queste due tipologie consiste, oltre che nel metodo produttivo, in una differente ‘sovrapressione’, ovvero in un diverso quantitativo di anidride carbonica (*1) contenuta nel vino. Nel caso dello spumante la ‘sovrapressione’ è sempre maggiore (*2).
Sebbene sempre più raramente, viene prodotto anche un Lambrusco ‘fermo’, vale a dire privo di effervescenza;
Lambrusco ‘secco’, ‘amabile’ e ‘dolce’: queste tre tipologie si distinguono tra loro per un differente ‘tenore zuccherino’, vale a dire per la diversa quantità di zucchero presente nel vino che nel ‘secco’ sarà minima, crescendo progressivamente fino al ‘dolce’.
Lambrusco ‘rosso’ e ‘rosè’: il Lambrusco viene prodotto con uve ‘a bacca nera’, ciò fa sì che il vino maggiormente commercializzato sia di colore rosso. Esiste comunque anche il ‘rosè’, colorazione ottenuta grazie a particolari tecniche produttive (*3). Ben più raro il Lambrusco ‘bianco’.

Note:
*1: Gas contenuto nelle cosiddette ‘bollicine’;
*2: La ‘sovrapressione’ minima nel vino spumante è 3bar, mentre nel vino frizzante può essere compresa tra 1 e 2,5 bar.
*3: Dal momento che, in genere, la colorazione del vino dipende da quella delle bucce, nel caso di bucce ‘rosse’ (‘bacca nera’, appunto), se si vuole ottenere un vino rosè è sufficente limitare il contatto tra le stesse e la parte liquida del mosto (per intendersi il ‘succo’ che, una volta fermentato, si trasformerà in vino).

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I vitigni del Lambrusco.

Lambrusco: elenco vitigni (crt-01)

Come già specificato nel paragrafo che approfondisce le origini del Lambrusco, questo vino è il frutto della lenta evoluzione delle uve selvatiche che crescono da tempo immemore nella zona compresa tra le regioni Emilia-Romagna e Lombardia. Quasi inutile dire che, al giorno d’oggi, il numero dei vitigni utilizzati per la produzione è stato definito con precisione ed è consultabile nel ‘Catalogo nazionale delle varietà di vite’ redatto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (raggiungibile cliccando sul questo LINK).
Viene di seguito riportata la lista completa dei tredici ‘Lambruschi’:
Cliccare qui per l'elenco.

Lambrusca di Alessandria;
Lambrusco a Foglia Frastagliata;
Lambrusco Barghi;
Lambrusco Benetti:
Lambrusco del Pellegrino;
Lambrusco di Sorbara;
Lambrusco Grasparossa;
Lambrusco Maestri;
Lambrusco Marani;
Lambrusco Montericco;
Lambrusco Oliva;
Lambrusco Salamino;
Lambrusco Viadanese;
E’ possibile dunque affermare, senza timore di smentita, che il Lambrusco abbia sviluppato nel corso dei secoli un legame indissolubile con il suo territorio. Un legame che include non solo fattori ambientali, ma anche storici e culturali: fattori in grado di rendere questo vino unico e, di fatto, impossibile da replicare in altri luoghi.


Lambrusco: i vitigni del Lambrusco (crt-01)

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Le denominazioni del Lambrusco.

Lambrusco: il Lambrusco DOC.

Attualmente sono sette le DOC (Denominazione di Origine Controllata) del Lambrusco.
Nel territorio della Provincia di Modena ne vengono prodotte ben quattro, vale a dire:
Modena DOC;
Lambrusco di Sorbara DOC;
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC;
Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC;
Nel territorio della Provincia di Reggio Emilia se ne producono due:
Reggiano DOC;
Colli di Scandiano e di Canossa DOC;
Nel territorio della Provincia di Mantova si produce il:
Lambrusco Mantovano DOC;

Va infine ricordato che alcuni vini Lambrusco sono IGT (Indicazione Geografica Tipica), ovvero:
Lambrusco Emilia IGT;
Lambrusco Mantovano IGT;
Lambrusco Quistello IGT;


Lambrusco: i vitigni del Lambrusco (crt-01)

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Il Lambrusco nella letteratura.

Giosuè Carducci (img-02)

“Non sa ella, signora Contessa, che Domineddio fece apposta il Lambrusco per annaffiare la carne dell’animale caro ad Antonio Abate? E io, per glorificare Dio e benedire la sua provvidenza, mi fermai a Modena a lungo a meditare la sapienza…” (Giosuè Carducci)

Particolarmente interessanti sono i riferimenti letterari al Lambrusco durante la storia. Un brevissimo excursus potrebbe iniziare ricordando gli scrittori di grande fama (*1) che, già in epoca classica, descrivono la ‘vitis’ (*2) grazie alla quale sarebbe stato prodotto.
Nel corso dei secoli successivi, viene citato da agronomi esperti come Pier De Crescenzi (nel ‘400), Andrea Bacci (nel ‘500) e Francesco Agazzotti (nell’ ‘800). Quest’ultimo risulta particolarmente importante, in quanto è tra i primi a proporre una catalogazione del vino.
Nella seconda metà del XIX secolo, il celebre poeta Giosuè Carducci, in una lettera inviata alla contessa Ersilia Lovatelli, paragona il Lambrusco a un bene creato da Dio stesso (*3).
E’ la prima metà del XX secolo quando lo scrittore Curzio Malaparte evidenzia lo stretto legame tra questo vino, la musica di Giuseppe Verdi ed il romanzo ‘La Certosa di Parma’ di Stendhal (*4).

Note:
*1: Scrittori celeberrimi quali Plinio il Vecchio (‘Naturalis Historia’), Varrone (‘De re rustica’), Catone (‘De agri cultura’), Colummella (‘De re rustica’) e Virgilio (‘Bucoliche’);
*2: Costoro fanno riferimento alla ‘vitis labrusca’ (o ‘vitis silvestris’), vale a dire la vite selvatica che si sarebbe evoluta nella ‘vitis vinifera’;
*3: Lo scrittore si esprime utilizzando le parole che introducono questo paragrafo;
*4: Malaparte scrive: “La musica di Giuseppe Verdi è colma di Lambrusco fino all’orlo. In tutta la ‘Chartreuse de Parme’ di Stendhal scorre una vermiglia, frizzante vena di Lambrusco”.

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Il Lambrusco, gli americani e la ‘Coca Cola’.

Lambrusco: la ‘Coca Cola’ italiana? (img-03) Nel corso degli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, iniziò a prendere piede l’uso del metodo ‘Martinotti’ (o ‘Charmat’) per la produzione del Lambrusco. Se, da un lato, ciò portò a un notevole incremento delle bottiglie commercializzate, dall’altro spinse numerose aziende a porre maggiore attenzione alla quantità piuttosto che alla qualità del vino. Un siffatto Lambrusco, sebbene, almeno in parte, ‘snaturato’, divenne molto facile da bere ed in più estremamente a buon mercato, tanto da guadagnare il favore dei consumatori americani, che iniziarono a considerarlo una sorta di ‘Coca Cola italiana’. Oggigiorno la tendenza è di preservare la ‘facilità di beva’, cercando al contempo di esaltare le caratteristiche che rendono questa specialità enologica unica.


Lambrusco: il Lambrusco di Giuseppe Verdi (img-04) Lambrusco: il Lambrusco di Giuseppe Verdi (img-04)

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Il Lambrusco di Giuseppe Verdi.

Forse non tutti sanno che Giuseppe Verdi, il famosissimo compositore italiano, autore di opere immortali quali ‘La Traviata’ , ‘Il Trovatore’ e ‘Rigoletto’, amava non solo la musica ma anche il cibo ed il vino. Ciò non devrebbe stupire più di tanto, considerando che il grande musicista non solo era figlio di un oste, ma era anche nato nel paese di Busseto, in provincia di Parma: vale a dire uno dei luoghi del mondo più ricchi ed interessanti da un punto di vista enogastronomico.


Lambrusco: Carducci e il Lambrusco (img-05) Lambrusco: Carducci e il Lambrusco (img-05)

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Carducci e il Lambrusco.

Tra le numerose, affascinanti curiosità relative al Lambrusco, vale la pena ricordare che il celebre poeta italiano Giosuè Carducci amava particolarmente questo vino, tanto da arrivare a glorificarlo in una sua lettera usando queste parole:
“Non sa ella, signora Contessa, che Domineddio fece apposta il Lambrusco per annaffiare la carne dell’animale caro ad Antonio Abate? E io, per glorificare Dio e benedire la sua provvidenza, mi fermai a Modena a lungo a meditare la sapienza…”


Lambrusco: le bollicine del Lambrusco.

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Le zone di produzione.

Le uve con cui viene prodotto il Lambrusco nascono in due regioni attigue.
Emilia-Romagna: nella zona della Provincia di Modena, Reggio Emilia e Parma;
Lombardia: nella zona della Provincia di Mantova;
Considerate le specifiche caratteristiche di ognuno di questi territori, non deve stupire che, in ognuno di essi, il vino assuma caratteristiche altrettanto specifiche.

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I PRODUTTORI PIU’ TRADIZIONALI

Quest’articolo è realizzato in collaborazione con:

Lambrusco: Logo Consorzio Tutela Lambrusco (crt-01)

Il Consorzio Tutela Lambrusco, organizzazione che riunisce i produttori più tradizionali di questa specialità enologica.


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La vendemmia in video.

Di seguito un interessante video mostra la vendemmia meccanizzata delle uve che verranno in seguito utilizzate per la produzione del Lambrusco.

WebFoodCulture: solo l’enogastronomia più tipica e tradizionale.

SOLO LE SPECIALITA’ PIU’ TIPICHE E TRADIZIONALI

Lambrusco: il nome del Lambrusco.

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Le origini del nome.

Le origini del nome ‘Lambrusco’ sono molto incerte. Nel corso degli anni sono state avanzate numerose ipotesi, quella al momento più accreditata suppone che la parola derivi dalla fusione di due termini latini, vale a dire ‘labrum’ (‘bordo’, ‘margine’, ‘orlo’) e ‘ruscus’ (‘rovo’): ciò indicherebbe lo stretto legame tra i vitigni con cui attualmente si produce il vino e la ‘vitis sylvestris’ (o ‘vitis labrusca’) che in epoca classica cresceva nei territori compresi tra l’attuale Emilia-Romagna e la Lombardia.
Secondo un’altra teoria ‘ruscus’ andrebbe tradotto in ‘pungente’, con chiaro riferimento all’asprezza delle uve prodotte dalle piante selvatiche.

“ALZATE IL BICCHIERE: MIRATE COME IL LAMBRUSCO SPLENDE VERMIGLIO IN UN RAGGIO DI SOLE! E’ IL VINO DELLA LIBERTA’, IL VINO DELL’UOMO LIBERO.”
(Curzio Malaparte)

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Musica di Pavarotti per il Lambrusco.

Grande era la passione di Luciano Pavarotti, il celebre tenore italiano, per le specialità più tipiche della sua terra natia: la provincia di Modena. Non deve quindi stupire che, di tanto in tanto, egli amasse degustare un buon bicchiere di Lambrusco.
Come accompagnamento alla lettura di questo articolo, proponiamo di seguito alcune tra le migliori interpretazioni dell’artista.

Nota: registrarsi a Spotify così da poter ascoltare i brani per intero.

Lambrusco: I numeri del Lambrusco.

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I numeri di un grande vino.

La grande ‘facilità di beva’ fa del Lambrusco uno dei vini più apprezzati sia in Italia che all’estero. Basti pensare che nel 2019 sono state prodotte più di 40 milioni di bottiglie DOC. Contando anche quelle a marchio IGT, si sono superati i 170 milioni.

Babà Napoletani: il vino giusto per accompagnarli.

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Gli abbinamenti.

Molte tra le pietanze con cui il Lambrusco meglio si sposa provengono, guarda caso, dalla sua stessa terra natia, vale a dire l’Emilia-Romagna. Ciò non deve stupire più di tanto, considerato il fatto che questa regione è la patria di alcuni tra i più celebri salumi del mondo, come la Mortadella, il Cotechino e lo Zampone, per non parlare dei formaggi, come il Parmigiano Reggiano. Ebbene, le caratteristiche organolettiche di questo vino (su tutte, la briosa effervescenza e la gradevole tannicità), si dimostrano perfette per bilanciare la grassezza di tali prelibatezze, dando vita ad abbinamenti armoniosi ed irresistibili.

Lambrusco: Logo Consorzio Tutela Lambrusco (crt-01)

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Consorzio Tutela Lambrusco: contatti.

Il 1 gennaio 2021 nasce il Consorzio Tutela Lambrusco dalla fusione dei seguenti consorzi:
Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena;
Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini DOP Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa;
Consorzio di Tutela Vini del Reno D.O.C.;
Questa istituzione ha il compito di tutelare e promuovere ben otto denominazioni (sia DOC che IGT) di una tra le eccellenze enologiche più conosciute ed apprezzate nel mondo.
Indirizzo: Viale Virgilio, 55
41123 Modena
Website: www.lambrusco.net
Mail: [email protected]
Tel.: +39 059 208610


Lambrusco: calice di Lambrusco (crt-01)



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img-01 (*) – Pagina della ‘Naturalis historia’, 1469 (Wikipedia Link) {PD-Art} {PD-US} {PD-US}
img-02 (*) – Giosuè Carducci, 1900 (Wikipedia Link)
img-03 (*) – Coca Cola, poster publicitario, 1890 (Wikipedia Link)
img-04 (*) – Ritratto di Giuseppe Verdi, 1886, G. Boldini (Wikipedia Link) {PD-Art} {PD-US}
img-05 (*) – Giosuè Carducci, 1900 (Wikipedia Link)
img-06 (*) – Curzio Malaparte in divisa da Alpino, 1942 (Wikipedia Link)
img-07 (*) – Luciano Pavarotti, foto dall’opera i ‘Puritani’, 1976 (Wikipedia Link)

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cc-01 – Le Remueur, 1889, immagine appartenente a Lordprice Collection (Wikipedia Link)

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crt-01 – Immagine pubblicate per gentile concessione del Consorzio Tutela Lambrusco.

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(**) Immagine dichiarata di pubblico dominio dall’autore.