I Vini DOC e DOCG Italiani (Prima Parte)


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I vini DOC e DOCG italiani (prima parte)

L’ELENCO COMPLETO ED AGGIORNATO DEI VINI DOCG ITALIANI SUDDIVISI PER REGIONE.

Alcune bottiglie di vino italiano portano attaccata al collo una sottile striscia di carta, la cosiddetta ‘fascetta’, su cui è stampata a chiare lettere la dicitura ‘DOC’ o, in alternativa, ‘DOCG’. Queste sigle hanno una funzione ben precisa, vale a dire attestare che dopo numerosi esami e ripetuti controlli, lo stato si fa garante dell’origine e della qualità del prodotto. Un vero e proprio marchio, la cui presenza costituisce di certo un ottimo biglietto da visita.


I vini DOCG italiani.

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Elenco aggiornato delle DOCG italiane (2021).

Le DOCG italiane attualmente in commercio sono 78 (agg. 2021), un numero destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. A seguire un elenco dettagliato, suddiviso per regione di origine (cliccare qui per la versione stampabile in formato .pdf):


Vini DOCG: Italia settentrionale.

ITALIA SETTENTRIONALE
Nel panorama delle D.O.C.G italiane il settentrione del paese riveste sicuramente un ruolo di primaria importanza. Due regioni, Piemonte e Veneto, da sole possono vantare ben 31 denominazioni, quasi la metà del numero complessivo. Un dato che può dare un’idea abbastanza precisa sulla varietà e sulla qualità della produzione in queste zone.


Vini DOCG: DOCG Regione Piemonte.

Alta Langa;
Asti (Spumente e Moscato);
Canelli o Moscato Canelli;
Cortese di Gavi o Gavi;
Erbaluce di Caluso;
Barbaresco;
Barbera d’Asti;
Barbera del Monferrato sup.;
Barolo;
Brachetto d’Acqui;
Dolcetto di Dogliani sup.;
Dolcetto di Diano d’Alba;
Dolcetto di Ovada sup.;
Gattinara;
Ghemme;
Nizza;
Roero;
Ruchè di Castagnole Monferrato;
Terre Alfieri (Nebbiolo e Arneis);


Vini DOCG: DOCG Regione Veneto.

Colli Euganei Fior d’Arancio;
Lison;
Prosecco dei Colli Asolani;
Prosecco di Conegliano / Valdobbiadene;
Recioto di Gambellara;
Recioto di Soave;
Soave superiore;
Amarone della Valpolicella;
Friularo di Bagnoli;
Bardolino superiore;
Colli di Conegliano;
Montello Rosso;
Piave Malanotte;
Recioto della Valpolicella;


Vini DOCG: DOCG Regione Lombardia.

Franciacorta;
Oltrepò Pavese metodo classico;
Scanzo o Moscato di Scanzo;
Sforzato di Valtellina;
Valtellina superiore;


Vini DOCG: DOCG Regione Friuli Venezia Giulia.

Colli Orientali del Friuli Picolit;
Lison;
Ramandolo;
Rosazzo;


Vini DOCG: DOCG Regione Emilia Romagna.

Colli Bolognesi Classico Pignoletto;
Romagna Albana;


Vini DOCG: Italia centrale.

ITALIA CENTRALE
L’Italia centrale si distingue per numerosi vini di grande qualità. Tra tutti spiccano il Chianti Classico ed il Brunello di Montalcino, prodotti che nascono in Toscana e godono di grande fama in tutto il mondo.


Vini DOCG: DOCG Regione Toscana.

Vernaccia di San Gimignano;
Aleatico Passito dell’Elba;
Brunello di Montalcino;
Carmignano;
Chianti Classico;
Chianti;
Montecucco Sangiovese;
Morellino di Scansano;
Val di Cornia Rosso;
Suvereto;
Vino Nobile di Montepulciano;


Vini DOCG: DOCG Regione Marche.

Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva;
Verdicchio di Matelica riserva;
Conero:
Offida;
Vernaccia di Serrapetrona;


Vini DOCG: DOCG Regione Lazio.

Cannellino di Frascati;
Frascati Superiore;
Cesanese del Piglio o Piglio;


Vini DOCG: DOCG Regione Umbria.

Montefalco Sagrantino;
Torgiano Rosso riserva;


Vini DOCG: Italia meridionale.

ITALIA MERIDIONALE
Nelle DOCG dell’Italia Meridionale si esprime il sole che da sempre bacia queste regioni.


Vini DOCG: DOCG Regione Campania.

Fiano di Avellino;
Greco di Tufo;
Aglianico del Taburno;
Taurasi;


Vini DOCG: DOCG Regione Puglia.

Castel del Monte
Bombino Nero;
Castel del Monte
Nero di Troia riserva;
Castel del Monte
Rosso riserva;
Primitivo di Manduria dolce naturale;


Vini DOCG: DOCG Regione Basilicata.

Aglianico del Vulture superiore;


Vini DOCG: DOCG Regione Abruzzo.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane;
Tullum;


Vini DOCG: Italia insulare.

LE ISOLE
Le enormi potenzialità delle isole italiane sono ancora per lo più inespresse: è indubbio che queste realtà ci riservino grandi sorprese negli anni a venire.


Vini DOCG: DOCG Regione Sicilia.

Cerasuolo di Vittoria;


Vini DOCG: DOCG Regione Sardegna.

Vermentino di Gallura;


Vini DOCG: Filari della zona dei Colli Euganei.

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IGT, DOC e DOCG.

Le sigle IGT, DOC e DOCG sono degli acronimi, ovvero nomi formati dalle lettere iniziali di più parole. Nella fattispecie:

I.G.T. sta per ‘Indicazione Geografica Tipica’;
D.O.C. sta per ‘Denominazione di Origine Controllata’;
D.O.C.G. sta per ‘Denominazione di Origine Controllata e Garantita’;
Continua

Si tratta in sostanza di strumenti utilizzati dallo Stato Italiano per certificare l’origine dei propri vini. Ciò permette inoltre di garantire la qualità del prodotto, difendendolo dai pericoli cui può essere soggetto: su tutti, i numerosi tentativi di imitazione e sofisticazione.
Il conferimento di uno di questi marchi è strettamente legato al rispetto delle regole dettate da uno specifico ‘disciplinare di produzione’. Inutile dire che trattandosi di certificazioni di origine, uno dei fattori maggiormente regolamentati è il territorio di provenienza delle uve.

Vini DOCG: Dai vini generici alle DOCG.

IGT, DOC e DOCG si differenziano tra loro per la complessità delle norme contenute nei rispettivi disciplinari: dalle più generiche, previste per le IGT, fino alle più particolareggiate che caratterizzano le DOCG.

Volendo raffigurare questo rapporto in una piramide che rappresenti un’ideale scala di valori, i vini generici sono al livello inferiore. Subito sopra si trovano le IGT, quindi le DOC ed infine le DOCG.
L’efficacia di questo sistema è garantito da una serie di approfonditi esami in fase di assegnazione del marchio, e da scrupolosi controlli che, nel corso del tempo, garantiscono il suo mantenimento.

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Il ‘disciplinare’ di produzione di un vino.

Come già accennato nel paragrafo precedente, un vino che aspiri ad ottenere (e conservare) un marchio di qualità deve necessariamente rispettare tutti i requisiti imposti da un apposito disciplinare.
Si riportano a titolo esemplificativo alcuni di questi requisiti:
Continua

Il nome del vino;
Il tipo di vitigno/i utilizzato/i, la modalità di coltivazione, la densità delle piante, etc.
La zona di produzione delle uve;
La procedura di vinificazione impiegata;
Le caratteristiche del prodotto commercializzato (es. colore, gradazione alcolica, acidità, etc.);
L’eventuale periodo minimo di invecchiamento.
Maggiore è il valore della denominazione, più complessi e particolareggiati saranno i parametri da soddisfare.


Vini DOCG: Vini IGT, DOC e DOCG in Italia.

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Elenco stampabile dei vini DOCG in formato PDF (agg.2021)

Cliccando su questo link è possibile visualizzare, scaricare ed eventualmente stampare l’elenco completo ed aggiornato dei vini DOCG italiani in formato .PDF (ultimo aggiornamento: 2021).


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Vini DOP e IGP.

A partire dal mese di maggio del 2010, grazie al Decreto Legislativo n. 61, lo stato italiano ha recepito la direttiva comunitaria in merito alle denominazioni di origine. Ciò ha fatto sì che a livello europeo le denominazioni ‘DOC’ e ‘DOCG’ siano confluite nel marchio ‘DOP’ (Denominazione di Origine Protetta) e che la ‘IGT’ rientri tra le ‘IGP’ (Indicazione Geografica Protetta).


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Il primo vino DOCG.

I primi vini a ricevere nel 1980 (D.P.R. 01/07/1980) la DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita, furono due grandi toscani:

Il Brunello di Montalcino.
Il Vino Nobile di Montepulciano.
Entrambi i prodotti erano già DOC dal 1966.

Vini DOCG: Hemingway about wine (img-01)

“IL VINO E’UNO DEI MAGGIORI SEGNI DI CIVILTA’ NEL MONDO”
(E. Hemingway)

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Il primo vino DOC.

La prima Denominazione di Origine Controllata fu assegnata nel 1966 a quattro vini:
La Vernaccia di San Gimignano.
L’ Ischia.
L’ Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.
Il Frascati.

L’ufficializzazione del provvedimento, tramite pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenne in tempi diversi. Dal momento che la Vernaccia di San Gimignano fu la prima ad essere notificata (G.U. del 06/05/1966, n. 110), alcuni sostengono che, in un certo senso, possa essere considerata il primo vino DOC italiano.

Continua

Altri affermano che in realtà la prima denominazione fu assegnata al Marsala. Anche se può sembrare strano, da un certo punto di vista, ciò potrebbe essere vero. Per poter spiegare una tale stranezza occorre ricordare che, fin dall’inizio della sua commercializzazione, il famoso vino siciliano subì numerosi tentativi di imitazione. Per questo motivo già nel 1931 un Decreto Ministeriale ne specificò le caratteristiche, con particolare riguardo alla zona di produzione. Tale decreto rappresenta a tutti gli effetti una forma primordiale della moderna DOC.

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Vini generici, varietali e d’annata.

Come già spiegato, le sigle IGP, DOC e DOCG corrispondono a marchi che certificano il luogo di origine di un vino. Alcuni prodotti italiani sono privi di questo tipo di certificazione: si tratta dei cosiddetti ‘vini generici’, una volta conosciuti come ‘vini da tavola’.
A questa categoria appartengono:
I vini varietali: vini composti per almeno l’85% da una medesima varietà di uve.
I vini d’annata: vini composti per almeno l’85% da uve prodotte in uno stesso anno (millesimo).

Nella seconda parte l’elenco completo dei vini DOC italiani.




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img-01 (**) – Ernest Hemingway, safari in Kenya, 1954, J.F.Kennedy Pres. Library and Museum (Wikipedia Link)
img-02 (*) – Fruit, A.Mucha, 1897 (Wikipedia Link) {PD-US}

Immagini pubblicate per gentile concessione:

crt-01 – Marsala, mulino presso le saline. Immagine appartenente adda Dott.ssa Antonella Chiara;

(*) Questa immagine è di pubblico dominio in quanto il suo copyright è scaduto.
(**) Immagine dichiarata di pubblico dominio dall’autore.